Vini del Vulture

Vigneti del Vulture Barile Basilicata Monte Vulture

Vini del Vulture — acquista online da Barile, Basilicata

I vini del Vulture nascono alle pendici del Monte Vulture — un vulcano spento da 130.000 anni che ha lasciato in eredità un suolo unico al mondo, ricco di minerali, fosforo, magnesio e potassio. Lo stesso suolo dove crescono le nostre olive da oltre 50 anni. La stessa terra, la stessa aria, la stessa storia.

A Barile, borgo arbereshe fondato da esuli greco-albanesi oltre 500 anni fa, la Cooperativa Olearia Vitivinicola Barilese produce e vende direttamente i propri vini — senza intermediari, con spedizione in tutta Italia. Siamo gli unici nel Vulture a vendere insieme olio extravergine e vino dello stesso territorio, dallo stesso frantoio, con la stessa storia.

I vini del Vulture: la nostra selezione

Ogni vino che produciamo nasce da uve coltivate sulle colline vulcaniche tra i 400 e gli 800 metri di altitudine. Il suolo vulcanico conferisce struttura, mineralità e una complessità aromatica che non trovi altrove.

Vini Rossi del Vulture

Vini Rossi Aglianico del Vulture

Aglianico del Vulture DOC — €9,50 a bottiglia Il vino simbolo della Basilicata. Rosso rubino intenso, tannini eleganti, note di frutti rossi maturi e spezie. Perfetto con la cucina lucana — agnello al forno, ragù, caciocavallo stagionato del Vulture. Servire a 16-18°C, stappare 30 minuti prima.

Carpe Diem Vulture — €13,50 a bottiglia L’Aglianico del Vulture DOC di eccellenza — il vino che porta il nome di Orazio, il poeta nato a Venosa. Invecchiato in botti di rovere per almeno tre anni. Tannini vellutati, finale lungo e persistente.

Vetusto Aglianico Vulture DOCG — €26 a bottiglia La denominazione più elevata del Vulture. Invecchiamento prolungato in botti di rovere, affinamento in bottiglia. Note di cuoio, cioccolato fondente e tabacco. Il vino che racconta tutto il carattere di questa terra vulcanica.

Vini Rosati del Vulture

Lily - vini rosati del Vulture

Lily Rosato Vulture IGT — €7,50 a bottiglia Rosa brillante con riflessi ramati. Profumi di fragola, lampone e fiori bianchi. Fresco, sapido, versatile — dall’aperitivo alla tavola estiva. Servire a 8-10°C.

Spumanti del Vulture

Spumanti del Vulture

Ellenico Spumante Aglianico Vulture — €7,50 a bottiglia Il nome ricorda le origini greche dell’Aglianico — “Hellenico” era il nome originario portato dai coloni greci nel VII-VI secolo a.C. Spumante abboccato, perlage fine, perfetto come aperitivo.

Moscato Dolce Spumante Vulture — €7,50 a bottiglia Profumi intensi di pesca, albicocca e fiori d’arancio. Dolce, morbido, elegante — il vino delle feste e delle occasioni speciali. Perfetto con i dolci lucani tradizionali. Servire a 6-8°C.

Il suolo vulcanico: perché fa la differenza

Il Monte Vulture è uno dei pochi vulcani spenti d’Italia la cui eredità è ancora viva in ogni calice. I materiali eruttati — ceneri, lapilli, tufo vulcanico — si sono trasformati nei secoli in un terreno di eccezionale fertilità. Il tufo vulcanico, come dicevano i vecchi viticoltori del Vulture, “allatta le viti”: assorbe l’acqua in inverno e la rilascia in estate, evitando lo stress idrico e garantendo una maturazione perfetta delle uve.

I suoli ricchi di minerali conferiscono all’Aglianico del Vulture una spiccata impronta minerale, tannini ben strutturati e una longevità che pochi vini italiani possono vantare. Non è un caso che esperti e appassionati lo chiamino da decenni il Barolo del Sud — per struttura, complessità e capacità di invecchiamento.

Una storia lunga duemila anni

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L’Aglianico è uno dei vitigni più antichi d’Italia. I coloni greci lo portarono nel Sud Italia tra il VII e il VI secolo a.C. — il nome originario era “Hellenico”, diventato poi “Aglianico” durante la dominazione aragonese nel XV secolo.

Orazio, il poeta latino nato a Venosa — a pochi chilometri da Barile — cantò la bellezza di questi vini nei suoi versi. Federico II di Svevia ne promosse la coltivazione durante il dominio svevo. Carlo I d’Angiò, nel 1280, ordinò per la sua corte 400 salme — 185 litri — del “vino rubeo Melfie”. Nel 1910 il trattato di ampelografia di Viala e Vermorel, redatto da 70 ampelografi internazionali, citò l’Aglianico tra i migliori vitigni d’Europa. La DOC arrivò nel 1971 — tra le prime del Sud Italia. La DOCG nel 2010 con il Vetusto Superiore ha sancito il riconoscimento definitivo.

Olio e vino del Vulture — insieme

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Siamo l’unico produttore nel Vulture che vende insieme olio extravergine e vino dello stesso territorio assieme ad oleoturismo. Lo stesso suolo vulcanico, le stesse colline, la stessa cooperativa dal 1976. Portare in tavola l’olio e il vino di Barile significa portare un territorio intero — autentico, tracciato, senza intermediari.

Spedizione gratuita in tutta Italia per ordini da €240 — isole comprese.

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Domande frequenti sui vini del Vulture

Cosa sono i vini del Vulture?


I vini del Vulture sono prodotti nella zona del Monte Vulture, in Basilicata, da uve coltivate su suoli di origine vulcanica alle pendici di un vulcano spento da 130.000 anni. Il più famoso è l’Aglianico del Vulture — uno dei più grandi vini rossi d’Italia, spesso chiamato il Barolo del Sud per struttura, complessità e longevità. La denominazione DOC è stata istituita nel 1971, la DOCG nel 2010. Barile è il cuore storico della produzione, insieme a Rionero in Vulture, Rapolla, Melfi e Venosa.

Perche’ l’Aglianico del Vulture è chiamato il Barolo del Sud?

Per la stessa struttura tannica, la stessa capacità di invecchiamento e la stessa complessità aromatica del Barolo piemontese. Entrambi nascono da vitigni tardivi su suoli particolari — il Nebbiolo su calcare in Piemonte, l’Aglianico su suolo vulcanico in Basilicata. Entrambi richiedono pazienza: da giovani possono essere austeri, ma con il tempo sviluppano note straordinarie di cuoio, spezie, cioccolato fondente e tabacco. L’Aglianico del Vulture può invecchiare per decenni e migliorare ogni anno.

Cosa rende unico il suolo vulcanico del Vulture per la produzione vinicola?

I materiali eruttati dal Monte Vulture — ceneri, lapilli e tufo vulcanico — sono ricchi di fosforo, magnesio e potassio. Il tufo vulcanico, come dicevano i vecchi viticoltori, “allatta le viti”: assorbe l’acqua in inverno e la rilascia lentamente in estate, evitando lo stress idrico e garantendo una maturazione perfetta delle uve. Questo suolo unico conferisce all’Aglianico del Vulture una spiccata mineralità, tannini ben strutturati e una longevità che pochi vini italiani possono vantare. Le escursioni termiche tra giorno e notte, tipiche di questa zona montagna, preservano l’acidità naturale e i profumi del vino.

Qual è la storia del vitigno Aglianico del Vulture?

L’Aglianico è uno dei vitigni più antichi d’Italia. I coloni greci lo portarono nel Sud Italia tra il VII e il VI secolo a.C. — il nome originario era “Hellenico”, diventato “Aglianico” durante la dominazione aragonese nel XV secolo per via della pronuncia spagnola della doppia L. Orazio, il poeta latino nato a Venosa a pochi chilometri da Barile, cantò la bellezza di questi vini nei suoi versi. Federico II di Svevia ne promosse la coltivazione. Carlo I d’Angiò nel 1280 ordinò per la sua corte 400 salme — 185 litri — del “vino rubeo Melfie”. Nel 1910 il grande trattato di ampelografia di Viala e Vermorel, redatto da 70 ampelografi internazionali, citò l’Aglianico tra i migliori vitigni d’Europa. Nell’Ottocento era così pregiato che i cantinieri napoletani lo richiedevano per correggere e arricchire i vini della provincia di Napoli.

Qual è la differenza tra Aglianico del Vulture DOC e DOCG?

La DOC — Denominazione di Origine Controllata — è la versione base, giovane e immediata. La DOCG — Denominazione di Origine Controllata e Garantita — è la versione Superiore, che richiede un invecchiamento più lungo in botti di rovere e un affinamento prolungato in bottiglia. Il risultato è un vino più complesso, con tannini più vellutati e note evolute di cuoio, cioccolato fondente e tabacco. Il nostro Aglianico DOC costa €9,50 a bottiglia. Il nostro Vetusto DOCG, la versione Superiore, costa €26 a bottiglia ed è la denominazione più elevata che il Vulture possa esprimere.

Quali sono i vini del Vulture prodotti dalla Cooperativa Olearia Barilese?

Produciamo e vendiamo direttamente da Barile sei vini del Vulture: Aglianico del Vulture DOC (€9,50), Carpe Diem Vulture Aglianico DOC (€13,50), Vetusto Aglianico Vulture DOCG (€26), Lily Rosato Vulture IGT (€7,50), Ellenico Spumante Aglianico Vulture (€7,50) e Moscato Dolce Spumante Vulture (€7,50). Tutti prodotti a Barile, tutti venduti senza intermediari, tutti spediti direttamente a casa tua.

Con quali piatti si abbinano i vini del Vulture?

L’Aglianico del Vulture DOC si abbina con agnello al forno, ragù di carne, salsiccia pezzente lucana e caciocavallo stagionato del Vulture. Il Carpe Diem è ideale con arrosti, carni rosse e cacciagione — stappare almeno un’ora prima. Il Vetusto DOCG esprime il meglio con brasati, selvaggina e formaggi stagionati a pasta dura. Il Lily Rosato è perfetto come aperitivo con salumi lucani, formaggi freschi e pesce al forno. L’Ellenico spumante è ideale come aperitivo o con antipasti. Il Moscato Dolce si abbina con dolci lucani tradizionali — mastazzuli, taralli dolci, cauzuni di Barile — e con pasticceria secca.

A che temperatura si servono i vini del Vulture?

L’Aglianico DOC e il Carpe Diem si servono a 16-18°C in calici ampi — stappare almeno 30 minuti prima. Il Vetusto DOCG si serve a 18°C in calici ampi — stappare almeno un’ora prima per permettere al vino di aprirsi completamente. Il Lily Rosato si serve a 8-10°C. L’Ellenico e il Moscato Dolce si servono a 6-8°C ben freschi.

Quanto può invecchiare l’Aglianico del Vulture?

L’Aglianico del Vulture DOC è già piacevole dal primo anno ma esprime il meglio dal terzo anno in poi. Il Vetusto DOCG Superiore può invecchiare facilmente 10-15 anni e oltre — con gli anni sviluppa note sempre più complesse di cuoio, cioccolato fondente, tabacco e spezie. La struttura tannica e l’acidità naturale del vitigno garantiscono una longevità eccezionale, paragonabile ai grandi rossi del Nord Italia.

Cosa rende speciale Barile per la produzione di vino?

Barile si trova sulle pendici orientali del Monte Vulture, su suoli vulcanici a 400-800 metri di altitudine. È considerato il cuore storico della denominazione Aglianico del Vulture. Le grotte scavate nel tufo vulcanico — le Sheshë, dove Pier Paolo Pasolini girò il Vangelo secondo Matteo nel 1964 — sono state usate per secoli per la vinificazione e la conservazione del vino grazie alla temperatura costante di 16-18°C. Barile è anche un borgo arbereshe — la comunità greco-albanese fondata oltre 500 anni fa da esuli che portarono con sé tradizioni e cultura millenaria. Nel 2026 il Vulture è Città Italiana del Vino.

Perché comprare i vini del Vulture direttamente dalla Cooperativa Barilese?

Acquistare direttamente dalla Cooperativa Olearia Vitivinicola Barilese significa ricevere vini tracciati, prodotti a Barile, senza passaggi intermedi. Siamo l’unico produttore nel Vulture che vende insieme olio extravergine e vino dello stesso territorio — lo stesso suolo vulcanico, le stesse colline, la stessa cooperativa dal 1976. I prezzi partono da €7,50 a bottiglia. Spedizione gratuita in tutta Italia per ordini da €240, isole comprese. Minimo 6 bottiglie, composizione libera tra tutti i nostri vini.

Come si raggiunge la spedizione gratuita con i vini del Vulture?

La spedizione è gratuita in tutta Italia per ordini da €240, isole comprese. Puoi ordinare solo vini — minimo 6 bottiglie, composizione libera — oppure combinare vini e olio extravergine nello stesso ordine per raggiungere la soglia più facilmente. Scopri i nostri bundle olio e vino del Vulture già pronti con spedizione gratuita inclusa, oppure componi il tuo ordine su misura direttamente dallo shop.

Posso acquistare olio extravergine e vino del Vulture insieme?

Sì — siamo gli unici nel Vulture a vendere insieme olio extravergine e vino dello stesso territorio, oltre ad esperienze di oleturismo. Puoi scegliere i formati di olio e le bottiglie di vino che preferisci e comporli in un unico ordine. Con €240 di spesa la spedizione è gratuita in tutta Italia. Scopri i nostri bundle già pronti oppure crea il tuo ordine su misura.

Cosa sono le Sheshë di Barile?

Le Sheshë sono le grotte scavate nel tufo vulcanico di Barile dai coloni arbereshe oltre 500 anni fa. Usate originariamente come abitazioni, sono diventate nei secoli le cantine naturali dove il vino del Vulture matura grazie alla temperatura costante di 16-18°C. Pier Paolo Pasolini scelse proprio queste grotte nel 1964 per girare alcune scene del Vangelo secondo Matteo. Sono un simbolo unico della storia di Barile — dove cultura arbereshe, tradizione vinicola e suolo vulcanico si incontrano in un luogo irripetibile.

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